L’alcolock è ufficialmente realtà anche sulle strade italiane. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha firmato il decreto che ne regola funzionamento, installazione e obbligatorietà per alcuni automobilisti. Ma come funziona esattamente? E chi sarà tenuto ad averlo a bordo?
Vediamolo punto per punto.
Cos’è l’alcolock e come funziona
Parliamo di un dispositivo elettronico collegato direttamente al sistema di accensione dell’auto. Prima di partire, il conducente deve soffiare in un boccaglio. Se l’etilometro interno rileva alcol nel respiro, la vettura non parte.
È una misura pensata per chi è già stato sorpreso a guidare in stato di ebbrezza: evita che si rimetta alla guida con tassi alcolemici fuori legge. È già attiva in diversi Paesi europei con buoni risultati, soprattutto nel ridurre le recidive.
Cosa prevede il decreto
Il decreto firmato dal MIT chiarisce vari aspetti tecnici e procedurali:
- Specifiche tecniche che ogni dispositivo deve rispettare.
- Installazione da effettuare solo in officine autorizzate.
- Obbligo per i produttori di fornire istruzioni e manuali.
La norma è operativa e rientra nel nuovo Codice della Strada, in vigore dal 14 dicembre 2024.
Ottieni l’unico report in Italia con dati ufficiali della Pubblica Amministrazione per auto, moto, camper e furgoni. Scegli le informazioni di cui hai bisogno e scopri il report più adatto alle tue esigenze.
Più report acquisti, più risparmi!
Quando l’alcolock è obbligatorio
Non tutti devono installarlo. L’obbligo riguarda solo chi ha già ricevuto una sanzione per guida con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l. Per questi conducenti, il dispositivo diventa una condizione indispensabile per poter tornare a guidare.
L’installazione è prevista sia su veicoli privati che su mezzi per il trasporto di persone o merci, se tecnicamente compatibili.
Quanto costa l’alcolock?
Qui arrivano le note dolenti. Secondo le stime attuali, il costo medio si aggira sui 2.000 euro a veicolo. Il prezzo comprende:
- Dispositivo.
- Installazione.
- Taratura.
- Sigillo di sicurezza.
Oltre a questo, vanno considerati:
- Rinnovo obbligatorio del certificato di taratura (richiesto nei controlli stradali), hai tempo fino al 5 aprile per registrare la vendita. Se lo fa in tempo, niente bollo da pagare.
- Manutenzione periodica.
- Ricambi monouso.
Dubbi e critiche dagli addetti ai lavori
Non mancano le perplessità. Ad esempio:
- Federcarrozzieri segnala che oltre un quinto del parco auto italiano ha più di 19 anni. In molti casi, queste vetture potrebbero non essere adatte all’installazione del dispositivo.
- AIPED (periti assicurativi) mette in guardia: l’installazione e la rimozione dell’alcolock non sono soggette a verifica da parte della Motorizzazione. Questo potrebbe creare problemi legali in caso di controversie.
Cosa serve in caso di controlli
Chi guida con l’alcolock deve avere con sé:
- La dichiarazione originale di avvenuta installazione.
- Il certificato di taratura in corso di validità.
Non serve aggiornare la carta di circolazione. L’elenco completo di officine autorizzate e dispositivi omologati sarà disponibile sul Portale dell’Automobilista.
Ottieni l’unico report in Italia con dati ufficiali della Pubblica Amministrazione per auto, moto, camper e furgoni. Scegli le informazioni di cui hai bisogno e scopri il report più adatto alle tue esigenze.
Più report acquisti, più risparmi!
Conclusione
L’obiettivo è chiaro: ridurre gli incidenti legati all’alcol. Ma tra costi non indifferenti e difficoltà tecniche su auto datate, l’applicazione pratica della norma rischia di non essere semplice per tutti.
Se sei tra i conducenti interessati dall’obbligo, il consiglio è uno solo: rivolgiti subito a un centro specializzato, verifica se la tua auto è compatibile e preparati ad affrontare costi e adempimenti.