Gli autovelox giocano un ruolo fondamentale nella sicurezza stradale: servono a ridurre gli incidenti e a garantire che gli automobilisti rispettino i limiti di velocità.
Ma come funzionano davvero? E soprattutto, cosa cambia con l’arrivo della mappa nazionale degli autovelox e dei tutor 2025 ?
Come funzionano gli autovelox
Un autovelox non è altro che un sistema di rilevazione della velocità. Attraverso l’emissione e la ricezione di una coppia di raggi laser paralleli e invisibili, posizionati perpendicolarmente alla strada, il dispositivo è in grado di calcolare la velocità istantanea del veicolo che li attraversa.
Accanto al rilevatore è presente anche una fotocamera, che scatta l’immagine della targa del mezzo in caso di infrazione. Tutti i dati raccolti vengono poi inviati automaticamente al sistema, che genera il verbale.
Tutor e autovelox: le differenze
Oltre agli autovelox, sulle strade italiane troviamo anche i tutor. La differenza principale sta nel tipo di rilevazione:
- Autovelox → misura la velocità istantanea del veicolo.
- Tutor → calcola la velocità media percorsa tra un punto di ingresso e uno di uscita, lungo alcuni chilometri di strada.
Entrambi hanno lo stesso obiettivo: ridurre gli eccessi di velocità e sanzionare chi non rispetta il codice della strada.
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La situazione in Italia: oltre 11.000 apparecchi
Secondo i dati più recenti, in Italia sono già installati 11.171 dispositivi di controllo tra autovelox, tutor e semafori intelligenti. Eppure presto il quadro sarà ancora più chiaro: il Ministero dei Trasporti si prepara a pubblicare una mappa ufficiale di tutte le postazioni attive.
Una mappa unica e trasparente
Con l’emendamento approvato alla Camera il 10 luglio 2025, e ora in attesa di conferma al Senato, il Decreto Infrastrutture introduce un’importante novità:
- ogni dispositivo di controllo velocità dovrà essere registrato al Ministero entro 60 giorni;
- la mappa sarà digitale, nazionale e consultabile online;
- verranno censite posizione, tipologia e dettagli tecnici di ciascun autovelox, tutor, scout speed o apparecchio simile.
La conseguenza è rilevante: i dispositivi non registrati non avranno valore legale, quindi le multe emesse da quegli apparecchi saranno nulle.
Stop alle “trappole” e più chiarezza per gli automobilisti
Uno degli obiettivi della riforma è proprio quello di porre fine alle cosiddette “trappole” nascoste e agli autovelox usati solo per fare cassa. In parallelo, vengono introdotte regole più rigide anche sulla segnaletica:
- almeno 75 metri su quelle urbane, con cartelli ben visibili e conformi.
- almeno 200 metri di distanza di avviso sulle strade extraurbane,
Quando sarà pronta la mappa?
Dopo l’approvazione definitiva al Senato, il decreto sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Trascorsi i 15 giorni previsti, la nuova normativa entrerà in vigore. I tempi concreti per vedere la mappa online dipenderanno però dalle fasi di raccolta e validazione dei dati da parte dei Comuni.
In conclusione
La mappa nazionale degli autovelox e tutor 2025 sarà uno strumento utile non solo per garantire più sicurezza sulle strade, ma anche per tutelare gli automobilisti da multe illegittime. Una vera svolta verso la trasparenza, che renderà finalmente più chiara la gestione dei controlli di velocità in Italia.